Simona. Apprezzare ogni giorno per come è unico

Finito di studiare, dopo la laurea, ho coronato il mio sogno di poter insegnare così mi sono trovata da subito a fare la professoressa in una scuola superiore…ma come spesso capita, pur di seguire la passione non mi sono spaventata all’offerta di contratti a progetto. Un anno dopo l’altro, senza certezze.
Ho iniziato in un ‘ambiente che si è rivelato ostile e malsano solo dopo un po’ di tempo, un’esperienza negativa cresciuta piano piano. Non posso imputare la colpa agli alunni che, nei loro limiti, possono sorprenderti se riesci a trovare la chiave per parlare con loro, ma per la gestione di una scuola dove il mio ruolo era costantemente messo in discussione e la mia professionalità spesso contabilizzata in base alle ore trascorse in classe.
Poi la svolta: mi decido a dire basta, a mettere la parola fine a mio malessere - purtroppo trasferito troppe volte in atteggiamenti ostili in classe - e alla paura di lasciare un ambiente ormai familiare, conosciuto fin troppo bene, e di restare senza un impiego a quasi 35 anni e con una casa da mandare avanti da sola.
Ho rischiato e, nonostante la fatica…mi è andata bene! Una scuola si dimostra interessata al mio curriculum - spedito a tante di quegli istituti che nemmeno ricordo più quanti, e…mi viene offerta una opportunità. Sono ancora una precaria e ancora ho meno ore di quante non facessi prima, ma ormai da un paio di anni vivo una condizione lavorativa che mi gratifica, mi completa mi soddisfa grazie a quella serenità professionale dovuta alla sensazione di essere apprezzata per il mio lavoro dai colleghi, dalla direzione, dai miei alunni e dai genitori.

La mia storia, comune immagino a quella di tantissimi altri, si è sempre tinta di “rosa” visto che la mia carriera (e la mia vita in generale) è stata costellata da tante donne: streghe e angeli insieme, tutte mi hanno portato a loro modo ad essere quella che sono. Prima la famiglia composta anche dalla nonna che viveva in casa con noi sei mesi l’anno e da una sorella più grande, le tante amiche con cui ho fatto gli sbagli necessari dell’adolescenza, poi l’università frequentata quasi esclusivamente da donne, e infine le scuole in cui entro “dalla porta dei professori”.
Cattiveria e ostilità mi hanno resa più forte e mi hanno dato elementi per sentirmi più cosciente delle mie capacità (quel mettersi in discussione che, se gestito bene ti può portare ad apprezzarti e a valorizzare i tuoi pregi mettendo in secondo piano i difetti); fiducia, accoglienza, passione per l’insegnamento mi hanno compensato di tutto il tempo difficile trascorso a rincorrere la serenità.

Adesso nonostante la sensazione di indefinitezza sono una donna convinta della mia scelta di non lasciarmi abbattere e fare le scelte prima di tutto con il cuore e lasciando perdere la paura.
Nel mio presente sono una donna che continua a perfezionarsi e a studiare magari anche solo per me stessa…e mi sembra il più bel regalo che io possa farmi!

Quello che succederà domani è comunque inconoscibile per cui io posso solo vivere giorno per giorno e apprezzare quello che la giornata di oggi mi sta dando. Le ore che passano non ritorneranno indietro. Mai.
Simona

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1 Response to “Simona. Apprezzare ogni giorno per come è unico”


  1. 1 Beatrice

    “Adesso nonostante la sensazione di indefinitezza sono una donna convinta della mia scelta di non lasciarmi abbattere e fare le scelte prima di tutto con il cuore e lasciando perdere la paura” spero davvero che si realizzi anche per me ! grazie per aver condiviso questa tua esperienza … credo che in tante si riconosceranno !! in bocca al lupo per tutto !

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