Finito di studiare, dopo la laurea, ho coronato il mio sogno di poter insegnare così mi sono trovata da subito a fare la professoressa in una scuola superiore…ma come spesso capita, pur di seguire la passione non mi sono spaventata all’offerta di contratti a progetto. Un anno dopo l’altro, senza certezze.
Ho iniziato in un ‘ambiente che si è rivelato ostile e malsano solo dopo un po’ di tempo, un’esperienza negativa cresciuta piano piano. Non posso imputare la colpa agli alunni che, nei loro limiti, possono sorprenderti se riesci a trovare la chiave per parlare con loro, ma per la gestione di una scuola dove il mio ruolo era costantemente messo in discussione e la mia professionalità spesso contabilizzata in base alle ore trascorse in classe.
Poi la svolta: mi decido a dire basta, a mettere la parola fine a mio malessere - purtroppo trasferito troppe volte in atteggiamenti ostili in classe - e alla paura di lasciare un ambiente ormai familiare, conosciuto fin troppo bene, e di restare senza un impiego a quasi 35 anni e con una casa da mandare avanti da sola.
Ho rischiato e, nonostante la fatica…mi è andata bene! Una scuola si dimostra interessata al mio curriculum - spedito a tante di quegli istituti che nemmeno ricordo più quanti, e…mi viene offerta una opportunità. Sono ancora una precaria e ancora ho meno ore di quante non facessi prima, ma ormai da un paio di anni vivo una condizione lavorativa che mi gratifica, mi completa mi soddisfa grazie a quella serenità professionale dovuta alla sensazione di essere apprezzata per il mio lavoro dai colleghi, dalla direzione, dai miei alunni e dai genitori.
La mia storia, comune immagino a quella di tantissimi altri, si è sempre tinta di “rosa” visto che la mia carriera (e la mia vita in generale) è stata costellata da tante donne: streghe e angeli insieme, tutte mi hanno portato a loro modo ad essere quella che sono. Prima la famiglia composta anche dalla nonna che viveva in casa con noi sei mesi l’anno e da una sorella più grande, le tante amiche con cui ho fatto gli sbagli necessari dell’adolescenza, poi l’università frequentata quasi esclusivamente da donne, e infine le scuole in cui entro “dalla porta dei professori”.
Cattiveria e ostilità mi hanno resa più forte e mi hanno dato elementi per sentirmi più cosciente delle mie capacità (quel mettersi in discussione che, se gestito bene ti può portare ad apprezzarti e a valorizzare i tuoi pregi mettendo in secondo piano i difetti); fiducia, accoglienza, passione per l’insegnamento mi hanno compensato di tutto il tempo difficile trascorso a rincorrere la serenità.
Adesso nonostante la sensazione di indefinitezza sono una donna convinta della mia scelta di non lasciarmi abbattere e fare le scelte prima di tutto con il cuore e lasciando perdere la paura.
Nel mio presente sono una donna che continua a perfezionarsi e a studiare magari anche solo per me stessa…e mi sembra il più bel regalo che io possa farmi!
Quello che succederà domani è comunque inconoscibile per cui io posso solo vivere giorno per giorno e apprezzare quello che la giornata di oggi mi sta dando. Le ore che passano non ritorneranno indietro. Mai.
Simona







“Adesso nonostante la sensazione di indefinitezza sono una donna convinta della mia scelta di non lasciarmi abbattere e fare le scelte prima di tutto con il cuore e lasciando perdere la paura” spero davvero che si realizzi anche per me ! grazie per aver condiviso questa tua esperienza … credo che in tante si riconosceranno !! in bocca al lupo per tutto !