Sì, fu proprio la politica a darmi la chiave per dare un senso alla mia storia. Una storia che mi aveva sradicata a 11 anni dalla Puglia, dalle amichette, dai parenti, dai giochi e dai luoghi noti per un mondo, al Nord, estraneo e ostile. La politica (nelle vesti di un amico più grande della FGCI) mi insegnò il significato della parola emigrazione, sfruttamento, emarginazione. Capii allora che non ero io sbagliata, ma il mondo ingiusto. Da allora la fatica, la determinazione convinta di dover lottare contro le discriminazioni di classe, ma anche di genere, nella scuola (fui punita con 7 in condotta per aver distribuito dei volantini e mi ritirai da scuola), in famiglia (a 27 anni mi separai da mio marito per il mio impegno politico e rimasi sola con due bambine), nel lavoro (precariato, ricatti, avances).
Studiai da privatista fino a conseguire una laurea in lettere con un bel 110 e lode. Non scordavo però la solidarietà verso chi era più sfortunato di me e insieme ad altri creavo una comunità di accoglienza in una vecchia cascina malandata, affittata e ristrutturata con fatica. Poi finalmente vinco il concorso e arriva l’insegnamento e la soddisfazione di accendere la luce del dubbio nei visi dei miei ragazzi.
Oggi sono una giovane nonna di 5 nipotine (la prima arrivò a 43 anni e fu un’esplosione di gioia) fortemente impegnata nella cultura (collaboro con una prestigiosa libreria nella presentazione di libri e di autori) e in politica per impedire questa pericolosa china morale e civile del nostro Paese.
Voglio contribuire a lasciare ancora qualche opportunità di costruirsi una vita degna di essere vissuta a Giulia, ad Arlena, a Ludovica, a Lucia e a Letizia e a tutte le bambine del mondo..
Angelica Lubrano







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