Mi chiamo Eleonora Bellini, ho 28 anni, e dopo una laurea con lode in Fisica, ho deciso di lasciare la mia bellissima e amatissima Puglia, per svolgere il dottorato di ricerca all’estero.
Ho avuto la fortuna di essere reclutata dalla University of Glasgow, e di ottenere una borsa Marie Curie finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del 6° Programma Quadro e di collaborare a un progetto che coinvolge 15 partner tra Università, centri di ricerca pubblici e privati, e aziende, dislocati in tutta Europa.
Ma non tutto è oro quel che luccica. Sebbene le borse Marie Curie includano, tra le loro finalità, l’incentivazione del numero di donne europee operanti nell’ambito scientifico-tecnologico, molto spesso gli ambienti lavorativi, composti per la maggior parte da uomini, tendono a essere poco inclusivi nei confronti delle donne, anche in Paesi dell’ Unione Europea considerati all’avanguardia in termini di pari opportunità, come la Gran Bretagna.
Sei costretta a lavorare il quadruplo rispetto ai tuoi colleghi di sesso opposto, per poter dimostrare di essere minimamente competitiva, e non semplicemente una “minus habens”, poiché donna. E talvolta non basta neanche. E dopo tanto lavoro devi anche occuparti della casa e della famiglia (per chi ce l’ha), lasciando davvero poco tempo alla coltivazione di te stessa e dei tuoi interessi, che possono essere anche molto diversi dal tuo ambito lavorativo. E la frustrazione che ciò produce, alle volte, ti fa sentire un po’ “fuori dal mondo”.
Io ho trovato la mia finestra sul mondo grazie all’adesione al Partito Democratico, un progetto a cui mi sono entusiasmata da subito. E a cui ho dato il mio piccolo contributo anche dall’estero, e attraverso il web. L’impegno politico è un’attività straordinaria, che mi sta fornendo gli strumenti per individuare le problematiche della vita reale, analizzarle e pensare a delle possibili soluzioni. Cosa chiedo alla politica per potenziare il valore delle donne e per superare gli ostacoli che esse devono affrontare nella vita di ogni giorno? Delle misure che tutelino le donne da ogni forma di discriminazione sul posto di lavoro, maggiore flessibilità in termini di orari di ingresso ed uscita, “quote rosa” affinché vi siano più donne che, con criteri meritocratici, raggiungano posizioni dirigenziali di vertice, servizi e maggiore flessibilità per le donne con figli, tra cui la possibilità di svolgere lavoro a casa col supporto delle nuove tecnologie e asili nido sui posti di lavoro.
Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.
L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.
Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!


