Ma proprio uguale uguale, senza cambiare niente.
Sono nata a Torino, ma la mia famiglia è di origine toscana. Figlia unica (papà impiegato, mamma operaia, poi casalinga) e nipote unica di uno stuolo di zii e zie. Oltre che di una grande nonna: i miei lunghi soggiorni estivi con lei, a Firenze, hanno contato moltissimo sulla mia formazione.
Ho attraversato e vissuto tutti i grandi cambiamenti dell’Italia dagli anni Cinquanta in poi, ma non ho “fatto il ’68”, perché ero soprattutto concentrata sulla necessità di trovare un lavoro. Gli ostacoli da superare erano tanti: mi ero diplomata in ragioneria nel 1966, ma ci sono voluti 4 anni per arrivare ad un impiego fisso, prima solo contratti a termine in piccole aziende, cambiando continuamente lavoro per cercare di migliorare e acquisire esperienze in settori e mansioni di ogni genere e categoria per conquistare l’agognato posto fisso. L’essere donna lavoratrice non aiutava certo. Ma ho poi capito, apprezzato e goduto le conquiste di quegli anni.
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