Storia di Ombretta Agró Andruff, nata a Torino nel 1971, vive e lavora a New York dal 1998.
Mi chiamo Ombretta Agró Andruff, sono torinese di nascita ma newyorkese d’adozione. Lavoro da ormai 15 anni come curatore free-lance, attività iniziata a Torino e continuata, tra successi e frustrazioni, nella Grande Mela dove mi sono trasferita nel 1998.
Adoro il mio lavoro e la scelta, sovente non facile, di mantenere la mia “indipendenza”. Dopo avere provato a lavorare sia in gallerie commerciali che in spazi non-profit, mi sono resa conto che non era la mia strada. Sono state esperienze sicuramente ricche e sotto molti aspetti positive ma che non hanno fatto altro che convincermi di non essere tagliata per lavorare “per qualcun’altro”!
La decisione di trasferirmi negli Stati Uniti è cresciuta in me sin dalla mia prima visita a New York, all’età di 9 anni. Al mio ritorno in Italia, con ancora negli occhi e nel cuore i grattacieli di Manhattan, ricordo di avere avuto la certezza che prima o poi sarebbe diventata la mia patria adottiva.
A seguito della laurea, dopo aver lavorato per due anni a Torino per uno spazio non-profit, mi sono resa conto che la possibilità di crescita professionale nella mia città era alquanto limitata. Non credo che ciò fosse necessariamente legato la fatto di essere donna, anche se la cosa sicuramente non facilitava il compito. Torino all’epoca era una città amorfa e priva di stimoli in questo campo, a parte qualche rarissima eccezione, sicuramente molto diversa dalla Torino odierna. In più, pur adorando la mia città natale, la mentalità e la dimensione torinesi mi sono “state strette” da sempre, per cui, dopo aver venduto la macchina e affittato l’appartamento, ho salutato amici e ansiosi genitori, e mi sono buttata all’avventura. Ed ora, col senno di poi, non posso che essere soddisfatta di avere fatto tale scelta.
New York è una città difficile, con una competizione enorme, ma offre anche enormi opportunità. È una città che ti fa crescere, ma che non perdona, una città che puoi solo amare o odiare, non esistono le vie di mezzo.
Il fatto di essere donna non credo che al giorno d’oggi necessariamente faciliti o renda più difficile l’affermarsi in questo campo. Negli Stati Uniti, così come altrove, esistono moltissime donne direttori di musei, curatrici e mercanti d’arte ad alto livello. La situazione italiana è sicuramente migliorata molto dalla metà degli anni ‘90. Oggi esistono concrete possibilità di costruirsi una carriera per gli addetti ai lavori e di conseguenza si vedono molte più donne in posizione di potere, siano esse artiste, galleriste, o curatrici affermate a livello internazionale.
Nonostante ciò, a detta di artisti e colleghi/e che vivono e lavorano in Italia, la dimensione rimane sotto alcuni aspetti assai provinciale. Sovente artisti e curatori studiano o fanno esperienze lavorative all’estero, dove si affermano e vengono apprezzati, prima di venire riconosciuti in madrepatria. Molti però ritornano eventualmente in Italia portando con sè bagagli di esperienze, contatti ed avventure da condividere con chi invece è rimasto vicino a casa.


