Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.

L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.

Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!

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Daniela. Le difficoltà della vita possono far emergere le migliori qualità delle donne

Daniela Panzeri. 25 anni compiuti da poco. Abito con la mia famiglia a Lomagna, un piccolo paese della Brianza lecchese, di cui sono Assessore alla Cultura, Beni Culturali e Tempo Libero. Laureata in Economia dei Mercati e delle Istituzioni Finanziarie presso l’Università Bocconi di Milano ho trovato lo sbocco ideale in un istituto di credito cooperativo dove svolgo attività di front and back office presso un’agenzia del territorio.

La mia predisposizione caratteriale che mi aiuta a stare a contatto con diverse persone mi ha fatto sentire davvero importante in ogni occasione della mia vita: nell’associazionismo, nel lavoro e nella breve ma intensa esperienza politica. Credo che l’istinto di ogni donna si possa cogliere soprattutto nell’associazionismo, nell’aiutare il prossimo, esperienza concreta di vita che mi ha aiutato a crescere e a comprendere che noi donne, perspicaci come siamo, davanti ai mille ostacoli che la vita ci pone dinnanzi, possiamo far emergere le nostre migliori qualità. La disponibilità all’ascolto è tipicamente femminile e questo mi ha aiutato in tutte le esperienze che ho fatto. Quando prestavo servizio volontario presso la Croce Bianca nell’ambito della teleassistenza questa qualità era molto richiesta ed io come altri volontari ho potuto avere dei riconoscimenti tangibili per questo valore aggiunto che ho ricevuto. Anche nella mia esperienza professionale questa predisposizione mi ha aiutato molto soprattutto quando si è a contatto con situazioni delicate come quelle dei clienti che vogliono essere tutelati. Solo con una precisa simmetria informativa e quindi un’ottima predisposizione al dialogo e all’ascolto si possono tutelare gli interessi di entrambi gli attori in gioco. E che dire dell’esperienza politica? La predisposizione all’ascolto, come sostiene Enrico Letta, è uno dei grandi pilastri che deve sostenere la grande cattedrale che metaforicamente lui rende come l’orecchio a terra. Il riconoscimento delle donne in politica sta avendo ora i suoi effetti sotto la spinta di un nuovo partito popolare e contendibile anche dalle donne che possono far crescere e misurare la loro esperienza di ragazze, madri, lavoratrici, pensionate, nonne all’interno della casa comune del Partito Democratico. La mia esperienza va proprio in questa direzione: chi pensava che sarei diventata assessore nel 2009 dopo due anni dal mio ingresso nell’arena politica del PD? Il riconoscimento va da sé come sostenitrice di Enrico Letta alle primarie, come portavoce del circolo del PD nel 2008 e infine come Assessore nel 2009. Sicuramente il fatto di essere una delle poche donne impegnate mi ha davvero aiutato!

Credo di non aver mai avuto ostacoli nella mia via tuttavia vedo che spesso molte donne in altri settori dell’economia devono lottare per avere un lavoro appagante e delle retribuzioni proporzionali al loro impegno. Alla politica oggi chiedo questo: più donne soddisfatte e meno rancori. Chiedo al Partito Democratico di lavorare su più fronti: sull’educazione scolastica, poco tutelata nel mezzogiorno, sull’educazione professionale garantendo standard proporzionali al lavoro che le donne svolgono, sulla maternità così poco tutelata ma così importante che dovrebbe essere garantita parimenti al padre e alla madre, sulla riforma previdenziale avendo un occhio di riguardo per le donne che prima di andare in pensione sono allo stesso tempo lavoratrici e madri. La politica può così valorizzare i talenti di ogni donna superando le antiche convinzioni che le donne non possano occuparsi del bene comune ma che per le loro esperienze vicine alla gente possano contendere la scena politica ai politici che oggi sono ancora lo specchio di un passato che spesso rischia di spegnere quegli animi che entusiasticamente hanno aderito al progetto di un Partito Democratico di matrice popolare.