Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.

L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.

Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!

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Marisa. Impegno per la presenza delle donne nel mondo del lavoro, la loro tutela e per il sostegno alle famiglie

Sono nata nel 1950 e nominata dirigente a 35 anni ho maturato la mia esperienza professionale nel settore dei trasporti internazionali.

Nel maggio 2006 sono stata insignita della Stella al Merito del Lavoro, conferita dal Presidente della Repubblica Italiana ed ho avuto l’onore di ritirare per conto della nostra associazione di Milano e del Gruppo Donne Manager la benemerenza civica dell’Ambrogino d’oro del Comune di Milano.

Mi sono avvicinata all’esperienza di volontariato nel 1997 in Aldac – (Associazione Lombarda dei dirigenti delle aziende commerciali, dei trasporti e dei servizi e del terziario avanzato), ora Manageritalia Milano, e dal giugno del 2000 ricopro la carica di Vicepresidente di Manageritalia Milano (Lombardia).

Nel 1997 ho costituito il Gruppo Donne Manager della Lombardia, che opera all’interno di Manageritalia, e sono impegnata nello studio delle problematiche del lavoro femminile, soprattutto per quanto riguarda l’aumento della presenza femminile nei vertici aziendali e, in generale, la presenza delle donne nel mondo del lavoro, la tutela delle lavoratrici anche dal punto di vista della salute, ed il sostegno alle famiglie.

Personalmente ritengo di non aver mai subito discriminazioni durante la mia carriera professionale e questo sono certa sia dovuto al fatto che i miei superiori hanno apprezzato in me le doti di determinazione, serietà professionale, passione e impegno, nonché capacità organizzative e relazionali, caratteristiche del resto facilmente riscontrabili in molte donne. Solo per merito quindi sono giunta alla dirigenza prima e alla guida di un’azienda successivamente come alter ego del proprietario.

Un comportamento “bizzarro” lo ebbero invece alcuni dei miei collaboratori di sesso maschile, in occasione della mia nomina a responsabile di un settore fino a quel momento affidato sempre a uomini, dimostrando una certa intolleranza nell’avere un responsabile donna.

Ricordo che uno di essi, più grande di me di qualche anno, chiese di essere trasferito ad altro settore mentre un altro, da poco tempo entrato nel mio staff, diede addirittura le dimissioni dall’azienda, convinto che la sua mancata nomina ad un livello e responsabilità superiori fosse dovuta esclusivamente ad un giudizio severo che lo riteneva ancora non maturo per tale posizione.

Ricordo perfettamente che circa tre settimane dopo aver lasciato l’azienda, suonò alla porta della mia abitazione con un bellissimo cesto di salumi (prodotti dall’azienda paterna) pentito per il suo comportamento nei miei confronti e le sue dimissioni e convenendo con me che, effettivamente, necessitasse di maggior esperienza, tant’è che nella nuova azienda si stava muovendo con grosse difficoltà. Appresi successivamente che maturò la sua esperienza in varie aziende e, dopo alcuni anni, lo ritrovai proprietario di una propria azienda e, di nuovo ricordando il suo passato, mi confermò di aver imparato che le proprie capacità devono comunque misurarsi con l’esperienza e questa spesso deve essere conquistata anche con una certa umiltà.

Ma se non ho mai ravvisato azioni discriminatorie nei miei confronti, diversa è stata l’esperienza acquisita nel Gruppo Donne Manager, dove molte donne hanno lamentato di aver subito discriminazioni specialmente nell’avanzamento di carriera, in particolare in alcuni periodi della loro vita, come quello della maternità. Un problema questo a me particolarmente caro per il quale in passato ed ancor oggi mi sono impegnata affinchè, con progetti concreti si possa contribuire a cambiare la cultura nel rapporto tra azienda e dipendente.

Alla politica chiedo sostanzialmente quanto riportato nelle proposte che il Gruppo Donne Manager di Manageritalia ha avanzato sia al Ministero delle Pari Opportunità che del Welfare, vale a dire iniziative concrete per il sostegno delle donne lavoratrici per una maggiore presenza nel mondo del lavoro, convinta come sono che questa non sia solo una questione di pari opportunità ma una necessità sociale ed economica per il nostro Paese, una maggior presenza delle donne nei vertici aziendali, poiché nel nostro Paese il percorso è ancora molto accidentato e al momento, riservato nella maggior parte dei casi, solo a “figlie d’arte”, ed infine un programma articolato che metta al centro la famiglia e la sostenga come cellula indispensabile per la crescita del nostro Paese.