1. Chi sono: sono nata a Roma e ho vissuto, studiato e lavorato in Francia, Inghilterra e Belgio. Dieci anni fa sono tornata a Roma per lavoro. Laureata in legge ho lavorato nel campo dei sistemi di pagamento internazionali e adesso le telecomunicazioni. Ho fondato con altre donne attive l’associazione Corrente Rosa nel 2006 per promuovere l’immagine delle donne ai posti decisionali nella politica, le istituzioni e le aziende.
2. valore aggiunto nell’essere donna. Non so se la domanda sia corretta: “un valore aggiunto” è per un prodotto o un sevizio e aggiunto rispetto a che cosa all’uomo? Penso che se l’intelligenza è equamente ripartita tra uomini e donne, le donne rappresentano la metà dell’intelligenza umana. Non dando la possibilità alle donne di esprimersi, questa risorsa enorme è sprecata ogni giorno e in ogni luogo. Ci sono molti studi di avvocati in Danimarca a conduzione femminile. Sono particolarmente apprezzati in quanto hanno la reputazione di risolvere le questioni in tempo rapido facendo guadagnare tempo e soldi ai loro clienti.
3. ostacoli nell’essere donna. Uno degli ostacoli principali è cadere nella trappola dell’essere donna, ossia diventare quello che gli altri (uomini) pensano di te: incapace, incoerente, inaffidabile. Il nemico è entrato nella tua pelle e non ti esponi e non ti esprimi più, non hai più il coraggio di prendere delle sfide o di affermarti. Questo succede quando una lunga serie di porte ti sono state chiuse in faccia: ti hanno fatto capire che la tua presenza non era necessaria, il tuo lavoro inutile e le tue proposte irrilevanti. Sono stata responsabile degli affari legali di un’azienda internazionale e mi trovai un giorno davanti al direttore della comunicazione che aveva deciso di eliminarmi. Per evitare la mia presenza ad un convegno internazionale mi incarico del programma delle mogli dei clienti presenti al convegno. Il mio ricorso al Direttore generale (donna) fu inutile. Ebbi il piacere (reale) di farmi tutti i musei di San Pietroburgo.
4. cosa chiedo alla politica per valorizzare i miei talenti e per superare gli ostacoli legati all’essere donna in Italia. Chiedo chiarezza, semplificazione e implementazione corretta. In Italia abbiamo moltissime protezioni e buone leggi che non sono applicate. Vorrei inoltre che ci fosse una rappresentanza diretta, con donne di talento votate dai cittadini e non scelte dai partiti. I parlamentari sarebbero responsabili nei confronti dei cittadini. Infine penso che un bilancio di genere di tutte le leggi in parlamento sarebbe fondamentale per imporre alla politica l’esercizio continuo di valutare l’impatto di genere in ogni decisione.
Serena Romano, Roma marzo 2010







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