Cinque proposte di legge per l’occupazione femminile

  1. Proposta di legge per la parità di accesso agli organi di amministrazione delle società quotate (Trasmessa dal Presidente del Senato della Repubblica il 16 marzo 2010)
    Impone alle società quotate una composizione dei CDA e dei collegi sindacali che preveda una percentuale di almeno il 30% del genere meno rappresentato, a partire dai sei mesi successivi all’approvazione della legge. Le società non adempienti saranno sanzionate secondo il regolamento CONSOB. L’obbligatorietà della percentuale del 30% si intende valida per tre mandati.
  2. Proposta di legge per introdurre detrazioni in favore delle madri lavoratrici e detrazioni per spese di assistenza e cura dei figli minori e di assistenza delle persone non autosufficienti
    Prevede per le famiglie la detrazione delle spese documentate e sostenute per i servizi di assistenza e cura di figli minori, comprese le rette relative alla frequenza degli asili nido, nonché di persone non autosufficienti.
  3. Proposta di legge per l’introduzione dei congedi di paternità obbligatori
    Introduce l’obbligatorietà di 4 giorni di congedi di paternità contestualmente alla nascita dei figli, su modello dei daddy days inglesi. Sono previste ulteriori misure per suddividere il carico della cura dei figli tra padri e madri, come l’introduzione del congedi parentali orizzontali per i primi 3 anni di età dei figli e un periodo di 15 giorni aggiuntivi rispetto ai 5 mesi di maternità obbligatori e pagati al 100 % dello stipendio nel caso sia il padre a usufruirne.
  4. Proposta di legge per introdurre credito di imposta per le microimprese che assumano genitori con figli a carico inferiori agli 8 anni e che siano disoccupati da almeno 3 anni
    Prevede un credito d’imposta per l’intero ammontare del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti in conseguenza dell’assunzione di lavoratori che abbiano figli minori di 8 anni a carico e che siano disoccupati da almeno 3 anni.
  5. Studi di settore fermi per i primi due anni di maternità
    Lo studio di settore è un metodo informatizzato a base statistica per il calcolo dei ricavi o dei compensi presunti per l’attività di ogni singola impresa o professionista. Questa proposta mira ad abolire gli studi di settore nei due anni successivi al primo parto. Si tratta di una forma di tutela per le libere professioniste che, nel periodo successivo alla maternità, subiscono una inevitabile contrazione dei propri introiti.


Qui i materiali raccolti durante la prima fase del progetto di Donne al Volante.