Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.

L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.

Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!

Archive for the 'varie' Category



Nicla. Esistono professioni “neutre”. Il talento è dell’individuo, non è maschile o femminile

di Nicla Vassallo
Professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Genova

«Filosofo o filosofa? Professore o professoressa? Non saprei. Ci sono parecchie professioni neutre, a cui ci si dovrebbe riferire con termini neutri, a meno di non cadere nella trappola di concepire menti maschili adatte alla filosofia e menti femminili inadatte. In ogni caso, da qualche anno sono ordinario, ovvero ai massimi vertici della carriera accademica, cosicché rido di me dicendo “la mia carriera è finita”. Una mosca (abbastanza) bianca: dato che mi viene attribuita l’appartenenza al genere femminile e che la percentuale degli ordinari-donne italiane rimane risibile, dato che compirò quarantasette anni e che la maggioranza degli ordinari risulta ben più anziana. Insegno con impegno e passione Filosofia Teoretica all’Università di Genova; dedico gran parte del tempo alla ricerca scientifica, con interessi tecnici che vanno dalla filosofia della conoscenza alla filosofia delle donne; scrivo e pubblico saggi, recensioni, volumi in italiano e inglese; si dice che io sia un’infaticabile congressista; i miei punti di riferimento filosofici risultano (quasi) esclusivamente esteri. Preferisco le filosofie internazionali a quelle nazionali, per il loro grande respiro e rigore, non solo perché per specializzarmi ho scelto l’Inghilterra, precisamente il King’s College London. Già, il King’s, un luogo che rimanda con dolorosa immediatezza alla vicenda di Rosalind Franklin e della sua celebre “Photo 51”, la foto ai raggi X della struttura del DNA, di cui è stata “derubata” col seguente risultato: a vincere il Nobel saranno altri, James Watson continuerà a non riconoscere a Rosalind nulla e a denigrarla, definendola una donna frigida e malvestita, lei morirà di cancro alle ovaie a soli trentasette anni. Sebbene non mi sia accaduto nulla di neanche lontanamente simile, credo che questa vicenda rimanga illuminante e che occorra in ogni caso estendere alle filosofe quanto Jocelyn Bell-Burnell, la scopritrice delle Pulsar, sostiene a proposito delle scienziate: si vive da mancine in un mondo sovrappopolato da soggetti che scrivono con la destra. Tra l’altro, magari mancine non lo si è per nulla, eppure si è considerate tali, non solo “bizzarre”, ma anche “maligne, cattive, irregolari, anormali”. A dispetto del fatto che questo tipo di vite mancine vada abolito, poiché rappresenta l’ostacolo principale alla piena realizzazione di sé, ritengo che l’essere donna non porti un valore aggiunto a una professione quale la mia: ci sono filosofi-donne capaci di produrre ottima filosofia e filosofi-donne che ne producono di pessima, come, del resto, ci sono filosofi-uomini capaci di produrre ottima filosofia e filosofi-uomini che ne producono di pessima. In realtà, si dovrebbe evitare che il pessimo filosofo possa pubblicamente filosofare e, più in generale, che chi non dispone di certe competenze e professionalità occupi certi luoghi di cultura e potere. Per valorizzare i talenti, serve saperli individuare, sottraendosi alla lente (deformante) delle differenze sessuali e delle differenze di genere: i singoli individui, con le loro menti androgine, hanno talento, non le femmine e le donne, né i maschi e gli uomini».

www.niclavassallo.net

www.dif.unige.it/epi/hp/vassallo

www.dif.unige.it/index.php?section=57

Cristina. La scuola: una repubblica delle donne, l’unica

Mi chiamo Cristina Dell’Acqua, 43 anni, nata a Milano ma monzese di adozione sino ai 20 anni, laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano con una tesi sui lirici greci, fortunata e orgogliosa mamma di Tommaso e Giacomo, 12 e 7 anni.

Sin da quando avevo 10 anni ho manifestato il mio gusto per l’insegnamento quando facevo le prove generali, tornata da scuola, e mi divertivo a correggere e mettere voti ai ricettari di cucina di mia madre.
Fatta eccezione per una piacevolissima ma breve parentesi della mia vita in cui ho lavorato in una filiale di Milano della Swiss Bank Corporation per la creazione di una banca dati, sono sempre rimasta fedele all’idea di insegnare e il mio progetto si è concretizzato quando nel 1991 ho iniziato ad insegnare latino e greco prima al “Liceo Classico Leone Dehon” di Monza e attualmente al liceo classico del “Collegio San Carlo” di Milano.

Il raggiungimento di una certa esperienza o, più semplicemente, il mio essere donna, moglie, madre ed educatrice che non vuole cessare di crescere e di progettare, mi hanno indotto a impegnarmi nell’evitare il sempre temibile pericolo della cristallizzazione del mio lavoro. Recentemente la curiosità di seguire un corso di aggiornamento di “Arts integration and theatre in education” nel Maryland mi ha offerto l’opportunità di rimettermi in gioco sperimentando nuove tecniche di insegnamento più coinvolgenti.

Attualmente, oltre ad insegnare latino e greco, faccio parte del Consiglio di Istituto e dello staff della direzione del Collegio e sono coordinatrice del progetto di Internazionalizzazione del curriculum del Liceo Classico nell’ottica di una educazione il più possibile improntata su una dimensione interculturale e ciò mi permette di avere contatti, confrontarmi e portare avanti progetti di scambio culturale con reti di docenti di altre scuole sia italiane che straniere.

Essere donna nel mondo della scuola per me ha sempre costituito un punto di forza; ora che mi trovo in una dimensione più “dirigenziale” tocco però con mano le difficoltà che si incontrano, anche in questa realtà, quando si cerca di coniugare tempo per il lavoro e tempo per la famiglia.
In occasione di un incontro nel quale sarei stata l’unica donna presente, un’amica mi ha dato un suggerimento utilissimo nella sua semplicità: essere me stessa, anche se emozionata, ma imporre anche uno stile diverso di esserci. Penso che questo rientri nel numero dei consigli vincenti e mi ha aiutata a focalizzare che non è un limite la necessità di conciliare le due dimensioni che coesistono nella vita di una donna, anzi forse è addirittura un pregio avere a che fare con chi sa svolgere contemporaneamente due impegni: l’organizzazione di un modulo didattico e la vigilanza all’uso di Facebook da parte dei figli!

Alla Politica chiedo che si arrivi ad una effettiva valorizzazione meritocratica ed economica dei docenti: ciò costituirebbe il primo passo per una qualificazione effettiva del profilo professionale di un educatore. Solo così la scuola smetterebbe di essere una repubblica delle donne, l’unica!

Fancesca. La possibilità di scegliere di essere mamma e avere una carriera

Chi sono?

Mi chiamo Francesca, ho 40 anni (tra poco!). Sposata (un marito Dottore Commercialista), due figli ancora piccoli (Elena, 4 anni, e Mattia, 6).

Da Gennaio 2008 sono Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Alcatel-Lucent Italia, multinazionale che opera nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni, presente in Italia con circa 2500 risorse, di cui circa un terzo Ricerca e Sviluppo.

Un lavoro, quello nelle Risorse Umane, che corrisponde ad una vera passione scoperta ai tempi dell’Università, e che ho avuto la fortuna di fare fin dall’inizio della mia carriera professionale.

Quale valore aggiunto nell’essere donna? Innumerevoli elementi! Nella mia vita professionale ho sempre pensato che essere donna sia stato più un vantaggio che un punto a sfavore. Certamente, sono stata fortunata anche in questo: le persone che ho incontrato nel mio percorso mi hanno sempre valorizzato in quanto professionista, e hanno creduto in me e nelle mie capacità “organizzative”, fondamentali per poter tenere insieme le esigenze di un lavoro molto impegnativo, che a volte assorbe tutte le energie a disposizione, con la gestione – altrettanto, se non più impegnativa – della famiglia. Capacità organizzative, dunque, che credo facciano parte del DNA delle donne. Ma nel mio lavoro sono anche fondamentali altri elementi che fanno parte della sensibilità femminile: la capacità di ascoltare, di mettere insieme posizioni diverse, di comprendere le emozioni degli altri… tutte caratteristiche che sono da sempre parte del ruolo che le donne hanno svolto nel contesto familiare, e che oggi – all’interno di un mondo pieno di contraddizioni e di incertezze – diventano fondamentali anche nel contesto professionale.

Lungi da me, però, dire che sono solo “rose e fiori”! e in questo senso la difficoltà più grande (che diventa a volte “dubbio” sul fatto che le mie scelte siano state quelle giuste) è senza dubbio quella di conciliare un lavoro appassionante e impegnativo con il ruolo di mamma. La nostra società non è ancora assolutamente attrezzata per supportare le mamme che decidono di non rinunciare alla propria professione per dedicarsi ai figli e alla famiglia a tempo pieno. Le strutture pubbliche non sono di facile accesso, e non sempre si ha la fortuna di avere dei nonni disponibili! Bisogna quindi “auto-organizzarsi” e trovare – se si è fortunati – persone di fiducia che possano garantire ai nostri figli quella presenza costante e attenta che diventa incompatibile con i tempi richiesti dalla professione. Io sono stata fortunata: ho trovato sul mio percorso una giovane straniera, ma per poterla assumere ho dovuto affrontare un calvario durato tre anni, combattendo contro la burocrazia dei flussi e dei moduli, con la determinazione del cittadino incredulo che vuole solo risolvere i suoi problemi nel rispetto delle leggi.

Insomma, se non fossi stata animata dalla passione per il mio lavoro, e costantemente aiutata e incoraggiata nel contesto familiare, probabilmente avrei “gettato la spugna”.

Dal mio osservatorio professionale, credo profondamente che tanto talento ed energia che le donne potrebbero dare al nostro Paese vada sprecato proprio per questo motivo: di fronte alla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, molte preferiscono rinunciare o ripiegare su ruoli meno impegnativi. Intendiamoci, fare la mamma a tempo pieno è una bellissima avventura! Ma in una società moderna deve essere una scelta libera e non condizionata dall’impossibilità di vivere serenamente una dimensione professionale diversa.

Se vogliamo che ci sia domani un numero maggiore di “donne al volante”, credo sia necessario incentivare le donne a non rinunciare “forzatamente” alle proprie passioni e ambizioni professionali, attraverso un cambiamento culturale e una politica seria di supporto alla famiglia.

Il resto (passione, entusiasmo ed energia) ce lo mettiamo noi!

La proposta di legge sulla parità nei cda approda in Parlamento

Di ritorno da Davos - un’esperienza molto forte che mi ha consentito di guardare con una prospettiva internazionale a problemi che attanagliano ogni giorno anche l’Italia - mi fa piacere aggiornavi su un’iniziativa di cui vi ho parlato più volte in passato. Partirà oggi l’iter parlamentare della proposta di legge n.2956 in materia di parità di accesso agli organi delle società quotate in mercati regolamentati. È un primo risultato concreto del progetto Donne al Volante, che con l’Associazione TrecentoSessanta abbiamo promosso da circa un anno. Con l’approvazione della proposta di legge, le nomine in seno ai consigli di amministrazione delle società quotate in borsa, dovranno essere effettuate in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi. Il genere meno rappresentato dovrà ottenere almeno un terzo degli amministratori eletti. Come potete immaginare, se l’iter dovesse concludersi positivamente, con questa legge si darebbe una scossa al nostro sistema economico e si valorizzerebbero competenze e risorse umane fino a oggi sottoutilizzate a vantaggio della competitività e del benessere sociale del nostro Paese. Sarà mia cura tenervi aggiornati sulla prosecuzione dei lavori.

Alessia Mosca

Link, 18 maggio 2009

Mamme e carriera I: Due traguardi possibili: ecco come mettersi in gioco, Mamme e carriera II: L’azienda su misura, e Mamme e carriera III: Gli incentivi all’occupazione femminile, di Marco Cavallon, monster.it, 15/05/2009

Bosses and unions mull longer leave for parents, di Jim Brunsden, European Voice, 14/05/2009

Crisi globale, l’occupazione femminile è la più colpita, di Supachai Panitchpakdi (segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad), Inter Press Service, 17/04/2009

Ue: più quote rosa nelle imprese ICT, di Tullio Matteo Fanti, pmi.it, 04/03/2009

Le immagini dalla Valle D’Aosta

Sono on line le foto della serata in Valle D’Aosta di venerdì 27 marzo.
Le si possono vedere qui e direttamente dal sito del PD della Valle D’Aosta.

Per la serata è stato preparato dagli organizzatori questo simpatico video.

Da Aosta Donne al volante in diretta web!

L’appuntamento di Donne al volante di stasera, 27 marzo, sarà trasmesso in diretta web dalle 17:30.

La diretta web è on line al sito:
www.partitodemocratico-vda.it