
Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.
L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.
Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!
Archive for the 'varie' Category
Dal 14 al 16 ottobre si è tenuto l’annuale meeting del Women’s Forum for the Economy and Society, gruppo internazionale fondato nel 2005 da Aude Zieseniss de Thuin con l’intento di promuovere una visione “femminile” sull’economia e sulle questioni sociali del nostro tempo. L’organizzazione si impegna a diventare un nodo importante di dibattito, scambio, brainstorming e, insieme, azione, dove uomini e donne di tutto il mondo possano, incontrandosi e parlando, confrontarsi.
Riguardo al meeting annuale di Dauville (Francia) del Women’s Forum (incontro che prevede una serie di laboratori, plenarie, gruppi di lavoro su diversi temi), si legge:
“Questa tre giorni di Dauville è per molte donne un importante momento di scambio, una boccata di ossigeno, una fonte di ispirazione e di motivazione. [...] questo forum, (ha) raggiunto un alto livello di riconoscimento internazionale, [...] (e da) un contributo per il risveglio e la sensibilizzazione degli attuali leader, e sappiamo che la strada è ancora lunga.”
Quest’anno Alessia Mosca, ispiratrice e promotrice di Donne al volante, è stata nominata tra i Rising Talents del Women’s Forum, un gruppo selezionato di donne under 40 che, come descritto nelle linee guida, “sono destinate a essere i personaggi influenti di domani” e a loro è stato riservavo uno spazio dove presentarsi e scambiare le proprie esperienze durante un panel dedicato.
Qui a seguire un video realizzato proprio con il contributo delle 17 nominate di quest’anno.
(Per chi fosse interessato a conoscere le Rising Talents 2010: l’elenco delle nominate di quest’anno)
Donne al volante si interrompe per la pausa estiva. A settembre continueranno le Storie di donne!

Buona estate.
Mi chiamo Sonia (nome che amo); chi sono non lo so più capire fino in fondo. Ho quasi 39 anni. Forse ben spesi, non so. Certo avrei potuto fare di più e/o di meno, ma con il famosissimo “senno di poi” è facile a dirsi.
Sono nata, cresciuta e pasciuta al Quadraro, glorioso quartiere ex-periferico romano, dove vivo tuttora. Sono sposata con Massimo da 10 anni tondi tondi e ho 2 figli.
Sono laureata in fisica e lavoro (come quasi tutti i fisici italiani, del resto) nel campo dell’informatica in Telecom Italia, che - per inciso - ha appena esternalizzato in una piccola e indebitata srl quasi tutti i suoi informatici compresa me.
Continue reading ‘Sonia. L’atteggiamento delle donne nei confronti degli uomini’
Oggi invece di una delle 360 storie di donne, ricordiamo Maria Paola Colombo Svevo che si è spenta ieri.
- Il messaggio di Alessia Mosca, testimonianza di stima, riconoscenza e affetto:
“Sei stata la mia maestra. Sarai sempre la mia guida.
Per tutto quello che sei stata e che sarai, grazie!
Alessia”
- Su Europaquotidiano il ricordo di Enrico Letta.
- Ci sembra significativo inolotre, segnalare una recente intervista (pubblicata sul portale InEuropa.it) all’onorevole Colombo Svevo che parla della sua esperienza politica, ma si racconta anche e soprattutto come donna e madre.
“MARIA PAOLA COLOMBO SVEVO, MAMMA DI 4 FIGLI E DONNA DELLE ISTITUZIONI A TEMPO PIENO. «FAMIGLIA E POLITICA, HO FATTO L’EQUILIBRISTA»
Donne e politica, un binomio che sta a indicare grinta e voglia di fare, anche se le famose quote rosa, sono sempre troppo poche per far sentire alta la voce. Però, là dove una donna emerge, i risultati si vedono. E’ il caso di Maria Paola Colombo Svevo , politica da sempre e da sempre impegnata in prima linea anche nel mondo del volontariato: vicesindaco del Comune di Monza, poi assessore ai Servizi Sociali della Regione Lombardia; dal 1983 al 1994 senatrice e membro delle commissioni Sanità e Lavoro e Affari Costituzionali: dal 1994 al 1999 parlamentare europeo; il cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi l’ha nominata membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico e attualmente è commissario della Fondazione Cariplo. Ma, e questo è quello di cui oggi vogliamo parlare con lei, è donna, moglie e madre di ben 4 figli. [...]”
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Sono Mita Marra, ho 37 anni e un bimbo, Nicolas, di 6 anni. Vivo e lavoro a Napoli ma anche a Fisciano, sede dell’Università di Salerno. Sono un’economista con una formazione multidisciplinare ottenuta in Italia –con la laurea in Economia all’Università di Napoli nel 1995– e negli Stati Uniti. Ho conseguito il Master in International Relations alla Johns Hopkins University nel 1998 e il PhD in Public Policy presso la George Washington University nel 2003. Sono ricercatrice di ruolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal 2000 e collaboro con il Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Salerno, dove insegno dal 2003 Analisi delle Politiche Pubbliche. Insegno anche all’Università di Napoli e del Molise e ho tenuto corsi all’Università di Maastricht, alla George Washington University e alla Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Accanto all’attività accademica, svolgo consulenza e formazione a livello internazionale. Ho lavorato dal 1998 al 2003 alla Banca mondiale come valutatrice di programmi di riforma del settore pubblico e delle politiche di genere e come esperta di valutazione anche per le Nazioni Unite, il Formez, la Fondazione Brodolini e le Regioni Puglia e Molise.
Sono uno scienziato sociale con una spiccata predilezione per la ricerca tesa a generare conoscenza utile per la politica, l’insegnamento e l’avanzamento scientifico. Il pensiero di Albert O. Hirschman, Herbert Simon, James March, Douglass North e Amartya Sen ha profondamente influenzato la mia comprensione della realtà, offrendomi un metodo di ricerca applicata allo studio dei problemi dei contesti in ritardo di sviluppo e la passione politica per il cambiamento, specialmente del Mezzogiorno d’Italia. L’economia sommersa, la condizione delle donne e le politiche sociali per la conciliazione vita-lavoro, la trasformazione del welfare e la riforma delle amministrazioni pubbliche sono i temi su cui svolgo le mie ricerche, i cui risultati –apparsi in vari articoli internazionali, saggi e monografie– mirano ad informare le politiche pubbliche per lo sviluppo.
Essere donna mi permette di padroneggiare i metodi di ricerca qualitativa: entro in empatia con i soggetti che intervisto e cerco di creare condizioni di fiducia che facilitano la trasmissione delle informazioni e l’espressione delle opinioni e delle percezioni personali. L’ho imparato in Brasile a 26 anni, in missione per la Banca mondiale. Conducevo la valutazione di un programma di formazione internazionale presso l’Università di San Paolo. Il responsabile del progetto, accortosi della frustrazione che provavo nel non riusciere a cogliere i celati motivi dei problemi di attuazione del corso che valutavo, mi chiama in disparte e mi rivela finalmente le cause delle disfunzioni osservate. «Lei mi può capire –mi dice– è una donna che non ha la brama del potere e crede nella possibilità di migliorare le cose….». Quel semplice e forse retorico messaggio mi illumina, mi rende consapevole del mio ruolo non solo di ricercatrice –strumento di raccolta di informazioni sensibili– ma anche e soprattutto di donna situata in condizioni ambivalenti di conflitto aperto o latente. E i fenomeni che studio, dal lavoro irregolare, alla cura delle persone e ai cambiamenti organizzativi, mettono costantemente alla prova la mia capacità empatica, sollecitandomi a combinare il rigore dell’analisi scientifica con la comprensione emotiva –tutta femminile– dei meccanismi che governano l’agire umano, organizzativo e istituzionale.
Essere donna è però anche fonte delle barriere che si frappongono alla mia piena realizzazione come studiosa. L’accademia e l’economia, in particolare, è monopolizzata da professori uomini, che perpetuano una cultura male-dominated nei concorsi per l’avanzamento di carriera e nell’analisi dei fenomeni considerati rilevanti: è un cane che si morde la coda…L’International Association for Feminist Economics (IAFFE), come associazione accademica da tempo infonde il punto di vista femminile nella ricerca e nella formulazione di politiche sensibili alle differenze di genere. Ma la valorizzazione delle diffferenze di genere nelle scienze sociali e nelle politiche pubbliche è ancora troppo poco sviluppata e concretamente perseguita. Chiedo alla politica di promuovere e riconoscere percorsi di carriera accademica individuali, basati sul merito, come quello che ho finora realizzato e aprire nuove strade di avanzamento professionale in ambito universitario, favorendo una cultura scientifica pluralista, sensibile e attenta alle questioni femminili.



