Riportiamo la poesia scritta da Rachida Adlani, immigrata ormai residente ad Aosta, che venerdì 26 marzo ha racconto la sua esperienza attraverso il componimento dal titolo decisamente illustrativo: “Finalmente sono in Europa!”
Mi sono sentita molto fortunata, quando mi hanno rilasciato il visto. Non riuscivo a calmarmi talmente la gioia era immensa.
Finalmente, in Europa, riuscirò a realizzare tutti i miei sogni: il benessere, la libertà, l’autonomia, l’identità, la tranquillità ecc. Non devo più sostenere tutto quel peso sulle spalle: le tradizioni, lo sguardo degli altri, la loro presenza tutto il tempo a casa mia a bere tè e mangiare biscotti, le chiacchiere delle zie e delle vicine quando avevo voglia di stare tranquilla e sola, le risate e le prese in giro delle amiche quando sognavo ad occhi aperti …
Felice! Certo che sono felice, non sono in Europa? Non è quello che volevo?
Passano le settimane, i mesi, ma ecco, inizio a cercare qualcosa. Inizio a sentire un peso sul petto. Man mano che passa il tempo, il peso cresce e mi sento soffocare. Continuo a cercare, a cercare …
La mia felicità: inizio a vederla meno netta di prima, anzi la vedo sempre più sfocata e lontana.
La mia libertà, già, qui sono libera: esco “quando voglio”, ma per andare a lavorare se voglio rimanere in Europa.
Il benessere, non so se l’ho trovato, ma so che non devo permettermi molte cose se voglio vivere e far vivere la mia famiglia…
La tranquillità: certo, adesso nessuno mi disturba, quando ho voglia di riposare, nessuno si mette a chiacchierare durante la mia trasmissione preferita, nessuno litiga con me per scegliere la pietanza da cucinare per cena, …
Ma, purtroppo, non c’è nessuno che mi chiede se sto bene, se ho fatto un brutto sogno o se ho trovato traffico. Non c’è la zia che mi dice di prendere alcuni chiodi di garofano per far passare il male di testa. Non c’è la nonna che mi confida i segreti per diventare una brava cuoca. Mi mancano le risate delle amiche, quando ci raccontavamo i piccoli segreti. E la mamma, già, mi bastava guardarla negli occhi per sentirmi serena e protetta.
In Europa, per me stessa, decido tutto io! Sono sola a decidere! Già, sono SOLA!


