A soli due giorni dal 60esimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948), la tappa di Curno di Donne al volante è stata un’occasione per parlare anche di diritti umani. Da qui il dibattito si è facilmente portato al cuore del tema centrale della serata, ovvero la tematica dell’occupazione femminile considerata nelle diverse realtà del territorio bergamasco. La panoramica offerta ai partecipanti sul livello e la qualità del lavoro “rosa” è stata condotta basandosi su dati recenti registrati in tutta la provincia e descrive una situazione comune a molte zone d’Italia (maggiori dettagli si trovano nella presentazione qui sotto).
Rispetto agli uomini sono meno le donne che cercano lavoro; inoltre, un alto numero di lavoratrici dopo la maternità abbandona la propria occupazione. Nelle imprese bergamasche, poi, la percentuale di donne con mansioni dirigenziali o posizioni di quadri è più bassa rispetto alla media regionale (che si attesta rispettivamente al 9 per cento e 19 per cento).
Bisogna poi tenere presente che nonostante in provincia in media le laureate hanno voti più alti dei loro compagni maschi, quando cercano di entrare nel mondo del lavoro impiegano più tempo a trovare un’occupazione.
La conclusione proposta al termine della discussione ha lanciato l’ennesimo segnale di allarme in merito al tema donne e lavoro e ha chiamato in causa anche il binomio donne-merito ribadendo che “la questione di genere è anzitutto una questione di meritocrazia!”
La presentazione qui sotto riguarda la situazione occupazionale femminile in provincia di Bergamo e incude anche la descrizione delle premesse e degli scopi del “viaggio in Italia” di “Donne al volante”.


