Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.

L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.

Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!

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Quote rosa: un’equa rappresentanza nei consigli provinciali

In Parlamento e nei media continua a discutersi e si allarga il dibattito sull’introduzione di un tetto obbligatorio minimo di presenza femminile nei luoghi di potere, partito con la proposta di legge di Alessia Mosca e Lella Golfo per l’introduzione di quote rosa nei cda delle società quotate e partecipate.
Mentre continuano i lavori su questa proposta di legge, il tema, declinato in maniera un po’ diversa, viene discusso anche nell’altra pdl ideata dall’on. Mosca insieme, questa volta, al senatore Francesco Sanna (sempre del Pd). Qui di seguito le loro dichiarazioni, dal sito di Associazione TrecentoSessanta, riguardanti la proposta - calendarizzata ieri in Commissione Affari Costituzionali alla Camera - che prevede un limite massimo (il 60%) alla presenza di un unico genere nel gruppo di candidati per l’elezione dei consigli provinciali, illustrata anche nell’intervista all’onorevole Mosca

“Dopo le aziende, anche le istituzioni devono impegnarsi a garantire un’equa rappresentanza alle donne.
L’introduzione della quota massima di candidature di un solo genere ha effetti particolarmente intensi nelle elezioni per i consigli provinciali. A favore della presenza femminile facciamo leva sul sistema elettorale che prevede la suddivisione del territorio provinciale in collegi uninominali. Le giunte provinciali non potranno essere considerate validamente costituite se non rispetteranno il medesimo bilanciamento”.

“Se il Parlamento – sottolinea Alessia Mosca – approverà questa proposta, calendarizzata con quella della collega del Pd Sesa Amici che prevede simili disposizioni anche per i consigli regionali, il nostro Paese farà un passo avanti importante sul fronte delle pari opportunità. Peraltro, considerando la totale indifferenza al tema dimostrato dalle recenti nomine, questa legge appare più che mai urgente”.
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Buone feste, arrivederci a gennaio

Quote rosa nei cda: sempre più vicina l’approvazione della proposta di legge

“Abbiamo fatto un passo in avanti decisivo per abbattere il soffitto di cristallo che oggi frena le possibilità delle lavoratrici italiane nei percorsi di carriera. L’approvazione definitiva alla Camera della proposta di legge sulle cosiddette quote rosa nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle aziende quotate da una parte significa togliere alcune barriere oggi ancora troppo alte. Garantendo la presenza in questi organisimi del genere meno rappresentato per una quota non inferiore a un terzo si consente l’effettiva diversita del management, essenziale perche la produttivita migliori. È un successo per il Paese, non solo per le donne. Ora manca solo l’approvazione da parte del Senato perchè il provvedimento si trasformi in legge”.
Dichiara Alessia Mosca, una delle promotrici del progetto di legge delle quote rosa, commentando il risultato arrivato ieri riguardante l’approvazione del testo definitivo.
Soltanto il giorno prima, mercoledì 1 dicembre, era stata data notizia del via libera dalla Camera all’esame della proposta (maggiori informazioni sul blog di Alessia Mosca), poche ore dopo l’approvazione e adesso l’ultimo passaggio: la votazione in Senato, passaggio previsto entro il 14 dicembre, prima della votazione della fiducia al Governo (qui sotto il dettaglio dell’agenzia che aveva dato la prima notizia).

Nonostante fino ad oggi alcune riserve espresse da esponenti del governo avevano rallentato l’iter, ora il traguardo dell’approvazione della proposta e la sua trasformazione in legge, è sempre più vicino.
Gli eventi degli scorsi giorni segnalano un passo in avanti molto importante e rappresentano notizie tanto significativa da necessitare uno spazio privilegiato su questo blog: Donne al volante, lo ricordiamo, è stato pensato anche come progetto contenitore e cassa di risonanza per questa (la prima in via di approvazione) e per le altre proposte di legge in tema di occupazione femminile, come l’introduzione di congedi obbligatori per il padri, o l’esclusione dagli studi di settore per le libere professioniste per i primi anni di attività.
Ora resta davvero solo un ultima votazione e la normativa (sottolineiamo di carattere temporaneo) potrà entrare in vigore.

(I testi delle proposte presentate fino ad oggi).

Arrivederci a settembre

Donne al volante si interrompe per la pausa estiva. A settembre continueranno le Storie di donne!

Buona estate.

Donne e recessione: analisti divisi su analisi e risultati

Negli ultimi mesi si sono sprecate le analisi sull’impatto diversificato che la recessione sta avendo tra i generi. A voler credere a Cherie Blair, la crisi dovrebbe essere un’occasione per appianare le differenze, visto che l’ex first lady britannica ha dichiarato: “Quando le cose si mettono male la gente è più pronta a correre il rischio e a dare un’opportunità ad una donna”. L’idea alla base del suo ragionamento è che, liberandosi posti ai vertici, è più facile che oggi una donna-manager riesca ad aprirsi un varco in posizioni un tempo esclusivamente maschili. I risultati delle ricerche più recenti su questo fronte offrono un quadro diversificato: il New York Times nelle scorse settimane ha dedicato un servizio al fenomeno delle donne che tornano al lavoro: molte signore, che avevano abbandonato il lavoro durante la crescita degli anni Novanta per occuparsi della famiglia, si stanno riaffacciando sul mercato per compensare la perdita del posto dei mariti. Fin qui l’analisi sulle donne appartenenti a famiglie benestanti o ex-tali. Ma le cose non cambiano a livello generale. Secondo il ministero del Lavoro americano, il 49,8% dei 132 milioni di posti di lavoro negli States è ricoperto da donne. L’80% dei posti di lavoro persi negli ultimi due anni ha riguardato gli uomini. Un dato simile (78%) a quello registrato in Gran Bretagna.
Resta un dubbio: che la maggiore disponibilità a licenziare uomini in una fase di recessione sia dovuta principalmente ai loro stipendi più contenuti in Europa - il gap di salario tra i due sessi è del 17%. A quel punto, per le donne il trend in atto sarebbe una magra consolazione.
Infine uno sguardo all’Italia: Unioncamere rileva una maggiore tenuta dei contratti part-time rispetto a quelli a tempo pieno e una prevalenza delle donne tra i lavoratori con questa formula. Anche in questo caso si tratta di un dato che si presta a una duplice lettura: da un lato può indicare una maggiore disponibilità delle imprese ad accettare uno strumento di conciliazione tra lavoro ed esigenze di vita familiare; dall’altro una strada per conseguire risparmi sul costo del lavoro.
I prossimi mesi diranno qual è l’orientamento prevalente.

Riparte il tour di Donne al Volante

Al termine della prima esperienza degli scorsi mesi riprende il tour di Donne al Volante. Questa volta il tema dllìoccupazione femminile sarà il cuore dell’incontro in programma per venerdì 18 settembre all’interno della Festa Democratica di Modena (ore 18.30, Ponte Alto). Attorno al titolo dell’iniziativa, “Col lavoro delle donne cresce il Paese”, e coordinate da Caterina Liotti (presidente del Consiglio comunale di Modena) discuteranno insieme Alessia Mosca (ideatrice di Donne al volante), Vittoria Franco (responsabile Pari Opportunità del PD) e Valeria Fedeli (segretaria generale Filtea-Cgil) Rita Ghedini (parlamentare PD) e Donata Gottardi (dirigente PD).
Un’occasione per riprendere il confronto sulla preoccupante situazione occupazionale delle donne nel nostro paese. Se gli Stati Uniti si apprestano a registrare il sorpasso del numero di lavoratrici sugli uomini, nella Penisola una donna su due non ha un posto di lavoro. Anche perchè in Italia manca ancora un piano nazionale che consenta di conciliare esigenze di vita familiare e lavorativa. Con tutte le conseguenze che ne derivano sulla possibilità di programmare un futuro personale e familiare. Basti pensare che, secondo un recente rapporto Ires-Cgil, la disponibilità di asili-nido nel nostro paese riesce a soddisfare solo una richiesta su dieci. Nonostante la bassa natalità, l’offerta di strutture atte ad aiutare le famiglie italiane nell’educazione dei figli è ferma dal 2005.
Donne al Volante riprende il suo viaggio in giro per l’Italia sempre con l’obiettivo che è stato motore della prima esperienza del viaggio nell’occupazione femminile, raccogliendo testimonianze - sia positive, che negative - e con la prospettiva di disegnare un percorso di crescita della partecipazione “rosa” al mondo del lavoro.

Donne al volante: gli appuntamenti di febbraio

Continuano gli appuntamenti di Donne al volante con un calendario già ricco di proposte per i prossimi mesi.
Il primo appuntamento in ordine di tempo è la serata organizzata a Canonica d’Adda (BG) il 30 gennaio (dalle ore 21, Piazza Confraternita): si discuterà della situazione dell’occupazione femminile nel territorio della provincia lombarda. Dopo la presentazione del progetto da parte di Alessia Mosca, si alterneranno al microfono Massimiliano Serra (portavoce di Associazione 360 Bergamo), Elisabetta Olivari (cofondatrice di Associazione 360 Bergamo), Elisa Salamini (content manager di una web company attiva nel territorio), Raffaella Ravasio (imprenditrice) e Laura Pietra (lavoratrice autonoma).

In febbraio Donne al volante farà tappa a Livorno,per la precisione il giorno 6; poi a Genova, il 9; e a Villasanta (MI) il 12.

A breve riporteremo i dettagli di ciascun evento. Continuate a seguirci!

Potrebbero verificarsi cambiamenti di data, orario o luogo di incontro.
Trovate i dati aggiornati nella sezione “Tutte le tappe” dove aggiorniamo in tempo reale i cambiamenti e le ultime conferme!