Governance. Accelera il varo del ddl: martedì il calendario, entro Natale il voto alla Camera
Via libera all’iter parlamentare sulla presenta delle donne nei cda
dail Sole 24 Ore, 27 novembre 2010
di Monica D’Ascenzo
Il clima politico e le difficoltà del governo non arrestano il cammino della proposta di legge sull’introduzione di quote di genere nei cda. È arrivato anche il via libera condizionato dal governo al passaggio in sede legislativa del disegno di legge Golfo-Mosca affidato alla commissione Finanze della Camera. Il parere, espresso dal ministero dei Rapporti con il Parlamento, ricalca le obiezioni sollevate dal dicastero dell’Economia: dovranno essere soppresse le disposizioni che prevedono l’applicazione delle quote rosa anche nel caso di sostituzione di amministratori o snidai prima della scadenza del termine. Poi, oltre alla precisazione lessicale che si tratta di un «criterio» di riparto, l’esecutivo chiede di escludere dall’applicazione di questo meccanismo il comitato per il controllo sulla gestione che di fatto è un di cui del boari.
Il passaggio in sede legislativa in commissione, che prende il posto dell’esame in Aula, consentirebbe di accelerare il varo del provvedimento e il passaggio al Senato. Martedì prossimo sarà fissato il calendario dei lavori e solo due giorni dopo la commissione Finanze della Camera dovrebbe votare le correzioni, così come anche la commissione Affari costituzionali e la commissione Giustizia. Se tutto dovesse scorrere senza intoppi, prima della pausa natalizia l’iter alla Camera dovrebbe essere concluso e la palla passerebbe al Senato. «L’attesa nei confronti di questa legge è molto alta in Italia da parte di tutte le donne», commenta Lella Golfo, aggiungendo: «Non possiamo deludere e mi auguro che in Senato la proposta di legge percorra un iter così veloce e con un così ampio consenso come alla Camera. Proprio per questo faccio appello al presidente del Senato».
Il testo bipartisan delle deputate Lella Golfo (Pdl) e Alessia Mosca (Pd), che aveva ottenuto parere positivo da parte del ministro dell’Economia con correzioni soprattutto tecniche nell’ottobre scorso, prevede che sia riservato al sesso meno rappresentato un terzo dei posti nei consigli di amministrazione delle società quotate e a partecipazione pubblica oltre che nei collegi sindacali.
Nell’ipotesi che la legge venga approvata dal parlamento e rispettando la scadenza naturale dei consigli nei prossimi tre anni, sarebbe necessario l’ingresso di circa 287 donne ogni anno, tenuta costante la media degli incaricati che nel 2010 era di 1,13 per le donne già presenti nei board, secondo le stime di ALberti Governance Advisor. Nel dettaglio le posizioni mancanti nei cda su tre anni di rinnovo sono stati 712 in tutto rispetto ai livelli attuali, che vedono le donne appena al 6,8%. Nei consigli di sorveglianza, dove la rappresentanza femminile è al 3,3%, sarebbero 29 i nuovi ingressi, mentre nei collegi sindacali, che contano il 7% di donne (10% compresi i sindaci supplenti( sarebbero da coprire 221 cariche.
Di mestiere faccio la nonna, perché a 70 anni suonati mi pare pure di potermi godere i nipoti un po’ come mi piace fare.





