Il blog ospita storie di talenti al femminile che raccontano le proprie esperienze tra sogni, aspirazioni e difficoltà quotidiane.
L'iniziativa si inserisce in pieno nello spirito originario di Donne al volante, progetto nato proprio con l'obiettivo di raccontare le donne attraverso le loro esperienze quotidiane che ora, dopo il luogo viaggio attraverso tutta l'Italia, evolve in una piattaforma di confronto in continuo aggiornamento.
Leggete le tante storie e, se volete, raccontate anche la vostra!
Sono Carla, ho sessanta e passa anni, sono sposata con Riccardo da oltre quarant’anni, ho tre figli – due maschi e una femmina – e cinque nipoti, più uno acquisito dalle seconde nozze del mio primogenito. Ho avuto una vita di alti e bassi, momenti di gioia e soddisfazione e momenti di difficoltà e solitudine.
Mesi fa, mentre passeggiavo per il centro ho incontrato la mia ex nuora, con cui sono rimasta in buoni rapporti. Mentre l’aggiornavo sulle novità, non da ultimo la separazione della mia seconda figlia, e cercando un po’ di conforto e sostegno femminile, lei mi ha sorpreso con una riflessione sulla mia famiglia che mi ha molto colpito…mi lamentavo del fatto che mia figlia, pur essendo una bellissima ragazza, avesse sposato uno spiantato pieno di sogni irrealizzabili, mentre avrebbe potuto trovare un ricco professionista che le avrebbe garantito la vita che si meritava. A quel punto Giovanna mi ha fatto notare che, per una donna come me che ha vissuto il femminismo, che ha sempre potuto rivendicare una certa indipendenza economica e che ha spinto i propri figli maschi a cercare donne forti e indipendenti come mogli e madri dei propri figli, era una grande contraddizione aver cresciuto la figlia femmina investendo solo sulla sua bellezza, come se non avesse altro su cui puntare. Continue reading ‘Carla. Un femminismo a parole’
Ieri sono apparsi sul Corriere della Sera (con richiamo nella prima pagina) due articoli in materia di quote rosa. La trasmissione odierna di Radio anch’io, programma di approfondimento di Radio Rai Uno, è stata incentrata interamente su questo tema.
Tre donne su dieci nei Cda Volata finale per la legge, Accolte le condizioni del Tesoro, atteso l’ ok del governo Quote rosa La prossima settimana il provvedimento sarà discusso in sede legislativa, senza passare per il voto dell’ Aula Poi approderà in Senato, di Monica Guerzoni, Corriere della sera, (pg 22-23), 27/10/2010
E le grandi aziende in Piazza Affari? Presenza femminile solo nella metà, Il dossier ai vertici della 40 quotate 36 signore su 850 posti. Lo studio dell’Università Bocconi, di Francesca Basso, Corriere della sera (pg. 23), 27/10/2010
Sono Paola, vivo a Santo Stefano di Magra in provincia della Spezia, ho 48 anni, sono sposata ed ho un figlio, Nicola, di 25 anni. Sono funzionaria dell’Agenzia delle Dogane, attualmente in aspettativa perché dal 2007 faccio l’assessore alla provincia della Spezia con deleghe alla Formazione Professionale, alle Politiche culturali, all’Università ed alle Pari Opportunità.
La passione per la politica è sempre stata presente nella mia vita, quando sin da giovanissima partecipavo attivamente all’ interno della scuola alle attività degli organi studenteschi, ma la militanza vera e propria in un partito è iniziata nel 1992, prima nel Partito Popolare di cui sono stata la vice segretaria provinciale, fino ad approdare oggi convintamente nel Partito Democratico.
Racconto volentieri della mia vita e della mia esperienza di donna di partito e di istituzione, di donna della politica, perché fa bene a me, fermarmi un attimo a raccogliere le idee e fare i conti con una vita di impegno civile, ma soprattutto credo sia giusto trovare luoghi di condivisione con altre donne per raccontare le gioie, i dolori, le difficoltà e le esaltazioni di una vita molto difficile per le donne per tanti motivi di cui tenterò di raccontare, ma anche entusiasmante ed appagante in termini di crescita intellettuale e di affermazione personale.
Se oggi guardo indietro, all’ inizio della mia esperienza, sento di poter dire che ho percorso un bel pezzo di strada ma che il mio dovere non l’ho ancora compiuto fino in fondo, che non posso lasciare, nonostante la stanchezza e molto spesso la delusione nel capire che la politica non è ancora oggi luogo delle donne e per le donne. La politica è ancora governata dagli uomini, che impongono i loro modi ed i loro tempi, completamente diversi se non addirittura opposti a quelli delle donne.
Vorrei raccontare delle umiliazioni e delle frustrazioni che mi hanno toccato l’anima, quando ogni parola, ogni comportamento veniva sottoposto a giudizi implacabili da parte degli uomini del partito che non accettavano una donna come leader e non sopportavano l’idea che una donna potesse avanzare nel percorso politico.
In realtà vorrei piuttosto raccontare delle vittorie, della fortuna di aver incontrato ad un certo punto compagni, che poi sono diventati amici, uomini illuminati che hanno creduto in me, mi hanno preso per mano e mi hanno insegnato prima di tutto con l’esempio che la politica è servizio, che la politica è il luogo della elaborazione di idee di buon governo e che la politica si deve e si può praticare tenendo la schiena diritta e la testa alta.
Vorrei raccontare della solidarietà di mio marito e di mio figlio, del loro orgoglio, del loro esserci sempre a condividere con me successi ed insuccessi, della loro capacità di non farmi sentire in colpa quando rientravo tardi, del loro lasciarmi un piatto caldo sulla tavola o del loro aspettarmi a cena ad orari impossibili. L’esperienza della mia famiglia ha fatto si che mio figlio crescesse con un grande rispetto per il lavoro delle donne e l’aver vissuto con una madre impegnata in politica ed un padre capace di capire e collaborare ha fatto sì che diventasse un uomo capace di comprendere fino in fondo che questo mondo ha bisogno di tutti, uomini e donne, ha bisogno di comprende ed elaborare modelli di società dove tutti trovino lo spazio giusto per affermarsi e contribuire alla crescita della comunità. Continue reading ‘Paola. La politica è ancora degli uomini: i loro tempi e i loro modi’
Dal 14 al 16 ottobre si è tenuto l’annuale meeting del Women’s Forum for the Economy and Society, gruppo internazionale fondato nel 2005 da Aude Zieseniss de Thuin con l’intento di promuovere una visione “femminile” sull’economia e sulle questioni sociali del nostro tempo. L’organizzazione si impegna a diventare un nodo importante di dibattito, scambio, brainstorming e, insieme, azione, dove uomini e donne di tutto il mondo possano, incontrandosi e parlando, confrontarsi.
Riguardo al meeting annuale di Dauville (Francia) del Women’s Forum (incontro che prevede una serie di laboratori, plenarie, gruppi di lavoro su diversi temi), si legge: “Questa tre giorni di Dauville è per molte donne un importante momento di scambio, una boccata di ossigeno, una fonte di ispirazione e di motivazione. [...] questo forum, (ha) raggiunto un alto livello di riconoscimento internazionale, [...] (e da) un contributo per il risveglio e la sensibilizzazione degli attuali leader, e sappiamo che la strada è ancora lunga.”
Quest’anno Alessia Mosca, ispiratrice e promotrice di Donne al volante, è stata nominata tra i Rising Talents del Women’s Forum, un gruppo selezionato di donne under 40 che, come descritto nelle linee guida, “sono destinate a essere i personaggi influenti di domani” e a loro è stato riservavo uno spazio dove presentarsi e scambiare le proprie esperienze durante un panel dedicato.
Qui a seguire un video realizzato proprio con il contributo delle 17 nominate di quest’anno.
(Per chi fosse interessato a conoscere le Rising Talents 2010: l’elenco delle nominate di quest’anno)
Trentanove anni, abruzzese, tanti passioni, tante attività ma da 15 sono alle prese con una brutta malattia alla schiena. La situazione è che si tratta di una malattia degenerativa, per cui sarà sempre peggio. Su come sarà la mia vita tra una quindicina d’anni le previsioni più ottimiste sono che, se tutto va bene, con delle placche di metallo che mi imbriglieranno la schiena riuscirò a fare dei movimenti autonomi per brevi periodi alternati a molto riposo. Le speranze non sono moltissime e lo so ma intanto faccio e cerco di fare una vita normale dal punto di vista fisico, mi muovo e faccio tutto e anche di più fino a che non arrivano questi dolori insopportabili per via dei quali devo poi passare molto tempo ferma.
Sono sempre stata molto attiva, molto sport, tanti amici, molta “vita” da ragazza e diversi fidanzatini. Quando avevo venti anni sono andata a vivere in campagna con il mio ragazzo di allora e con molto entusiasmo abbiamo messo su un piccolo allevamento di cavalli e uno di cani, offrendo servizi in questo settore. Un po’ per volta, quel dolore che pensavo dovuto a una cattiva postura e anche all’equitazione è diventato insopportabile e dalla prima lastra dalla quale si è evidenziato il problema è iniziata questa lunga trafila. Otto operazioni tra l’Italia e la Francia, tanti viaggi per consulti medici ma il problema non siamo riusciti a risolverlo. Il mio ragazzo non ha retto ed è andato via dopo un paio di anni. Mi ha lasciato la casa, ok, grazie, ma non nascondo che ci sono rimasta male anche perché questa sua scelta mi sembrava un po’ in contrasto con i suoi tanto declamati valori. Presto ho capito che non se la sentiva e basta. Meglio così per lui e per me che non ho pesato su lui. Questo aspetto della malattia è uno di quelli che mi preoccupano di più: pesare sugli altri, e queste mie attività con i cani e i cavalli sono una grande passione che dà lavoro a me e ad altre quattro persone eccezionali (romeni) ma soprattutto mi rendono autonoma dal punto di vista economico. Quando sto male pago una donna che mi assiste, poi c’è certamente mia madre che mi aiuta moltissimo, ma per il momento sono abbastanza indipendente. Il mio obiettivo “non-clinico” è proprio questo, non pesare su nessuno. Per il resto cerco di sfruttare ogni momento per godermi le cose che posso fare, le faccio sempre con il sorriso sulle labbra e rimango comunque sempre di buon umore anche perché ogni giornata che non passo a letto è veramente una grande conquista.
Mi hanno chiamato con il nome di mia nonna. Come si usa da noi al Sud.
Sono stata la prima laureata della famiglia, io prima figlia di 5 fratelli, sono “Il medico”, l’orgoglio della mamma che ancora non ci crede. A rendere tutto ancora più incredibile per lei è la fortuna che ho avuto di trovare subito un occupazione. Unica difficoltà: più di mille chilometri a separarmi dalla mia “prima vita”, quella di ragazzina spensierata, di una casa grande con sempre tanta gente attorno, della famiglia “ingombrante” sempre presente e quella del calore della terra in cui sei nato.
Sì, sono un “emigrata” al nord.
È solo un anno e mezzo che sono via, nonostante gli studi da “fuori sede”, mai ero stata così lontano e per così tanto. Scendo a rivedere il mio mare solo una volta all’anno, ma per fortuna ho una buona dose di parentela che si alterna a venire a trovarmi: Genova attrae tanti dei miei cugini, fratelli, zii e parenti. Sarà che anche qui c’è il mare? Continue reading ‘Valeria. Il sogno della mia terra’
A seguito delle votazioni di mercoledì 20 ottobre sull’estensione dei congedi di maternità in Europa, la stampa continua a parlare della notizia.
Qui di seguito una selezione di articoli.
Más permiso maternal: es caro pero cunde. La ampliación de la baja a 20 semanas avanza en Europa entre obstáculos - Para unos insostenible, para otros generará trabajo, di Carmen Sánchez-Silva, El País, 21/10/2010
Un’altro tema caro a Donne al volante e molto seguito recentemente dai media italiani, riguarda l’introduzione delle quote rosa nei cda delle aziende quotate e partecipate. Gli dedica molto spazio sul giornale di oggi, il Sole 24 Ore.