Scrivo decisamente “per caso”.
Volevo “solo” far sapere alla mia amica, dopo averla tampinata di domande, che finalmente mi ero decisa a prendere l’aereo e passare un w/e al femminile nella capitale.
In risposta eccomi qua. Cosa posso dire? Il w/e è stato fantastico, cielo azzurro e temperature gradevoli … 33 mesi circa dopo il mio ultimo fine settimana “rosa”!
No, nel frattempo non mi hanno rinchiuso in casa, non ho avuto crisi esistenziali, non mi sono allontanata del mondo… ho “semplicemente” vissuto una splendida gravidanza e dedicato il mio tempo alla mia famiglia.
Un’esperienza impegnativa che pian piano sta facendo della mia vita una maratona olimpica!
Alla mattina mi sveglio e sono già in ritardo! Sono pigra, lo confesso, ma oramai sono rassegnata…
Con gli occhi chiusi apro il frigorifero, prendo il latte e lo verso un po’ nella mia tazza, un po’ nel biberon della bimba e un po’ nel lavandino (d’altronde con gli occhi chiusi non si può pretendere la perfezione), poi mi dirigo in bagno a prepararmi e non posso concedermi distrazioni!
Occhiaie più profonde del solito? Foruncolo nato di notte dopo l’indigestione di pane e cioccolato? Capelli troppo gonfi o troppo piatti? Tutto questo non può assolutamente interferire con la mia tabella di marcia! Crema idratante, colpo di spazzola e tanta tanta convinzione di essere “a posto” così!
Dopo trucco&parrucco, ecco la fase “costume”!
La camicetta così carina che hai stirato con tanta fatica la sera prima??? Sarebbe stato bello indossarla, se solo non l’avessi dimenticata appesa nella cameretta di mia figlia, giusto giusto alla sua altezza, in modo tale che le sue adorate manine abbiano già provveduto a stropicciarla e ungerla (ditemelo, perchè le manine dei bimbi sono perennemente sporche, anche un solo secondo dopo averle lavate?). Rassegnata apro il cassetto e afferro la solita maglietta, quella che non ti decidi mai a buttare, quella che non ti rende giustizia, quella che indossi sempre…
Colazione tassativamente in piedi con la tazza in una mano e il biberon nell’altra aspettando l’arrivo dei santi nonni! Eccoli!
Ultime coccole alla bimba e poi via al lavoro (con il cuore che batte a mille quando la senti piangere dietro la porta di casa…)
Scendo le scale, apro il box, ingrano la retro, faccio manovra, chiudo il box, apro il cancello. Sono in strada sperando di non trovare il solito ometto con il cappello che alle 8 del mattino circola a 30km/h, al massimo in terza marcia! Vedo in lontananza l’ultimo incrocio prima dell’ufficio; ovviamente i minuti corrono troppo in fretta e inizio a pensare che anche stamattina potrei timbrare tardi…
Scatta quindi l’operazione “salva ritardo”: se il semaforo è rosso, giro a sx e parcheggio di fronte alla sede; se il semaforo è verde proseguo e parcheggio dietro la sede.
In ogni caso dal parcheggio al timbratore mancano ancora 3/4 minuti; se mi vedeste, capireste quanti minuti mancano esattamente:
4 minuti - l’andatura è simile ad una camminata sotto la pioggia
3 minuti - l’andatura ricorda le marciatrici
2 minuti - l’andatura ricorda Bolt ai giochi olimpici di Pechino
1 minuto - l’andatura è lenta, oramai sono in ritardo!
Ora che sono in ufficio, inizio quasi quasi a rilassarmi… per lo meno non devo “fisicamente” correre!
Passano anche queste otto ore e … la corsa riparte!
Secondo il mio compagno fare la spesa dovrebbe rilassarmi… e chi non si rilassa passando al supermercato dopo l’orario di lavoro? Non crederete mica che io possa girare tranquillamente per le corsie? No, la spesa va incastrata in modo tale da rincasare e avere tempo per far partire la lavatrice, cucinare (permettetemi di ringraziare i surgelati e l’inventore del microonde), preparare la tavola, giocare con la bimba, lavare la bimba, imboccare la bimba, mettere a letto la bimba.
Doccia? Non pretenderete mica di avere tempo per una doccia?
Quando la casa finalmente sarà buia, la lavatrice spenta, lo stendino pieno, il ferro da stiro a riposo, i piatti puliti e il lavello asciutto, allora sì che finalmente, in punta di piedi, aprirò il rubinetto dell’acqua calda (sempre che il mio compagno si convinca finalmente che il tecnico della caldaia possa essere più abile di lui) e godrò di quei cinque minuti di assoluto silenzio, quei minuti che salvano gambe gonfie, braccia appesantite e spalle ricurve!
Cinque soli minuti durante i quali mi convinco di avere vinto anch’io una medaglia olimpica e nella mia testa sento un intero stadio acclamare il mio nome!
Cinque soli minuti per addormentarmi sorridendo!
Cosa chiedo alla politica? Un paio di scarpe da “runner”!!!
Chiedo solo di poter “camminare”!
In un’azienda dal taglio decisamente “maschio”, nella quale “sei sei già stata a casa 5 mesi” (quelli riconosciuti per legge), parole quali maternità, orario flessibile, part-time, visite pediatriche sono più che fastidiose, sono decisamente evitabili e da evitare!
Dall’altra parte le strutture pubbliche non aiutano molto di più: gli orari sono inconciliabili con quelli d’ufficio (e ti ritrovi quindi a chiedere l’ennesimo permesso), le lista di attesa per asili, etc sono lunghe e per le famiglie italiane interminabili… i costi poi sono proibitivi a patto di aprire l’ennesimo finanziamento!
La nonna mi dice che fin quando corro sono certa di stare in salute … beh, mi ripeto, se proprio devo, almeno “passatemi” scarpe più comode!
Buonanotte!
Francesca”